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È un dato di fatto che nel nostro Paese, come nel resto del mondo, i servizi solidali siano un elemento importante per combattere la povertà e sostenere persone e famiglie che affrontano, temporaneamente o meno, difficoltà di vario tipo: economiche, abitative, lavorative e altro.
I servizi solidali offrono aiuti e sostegni solitamente con l’obiettivo di permettere sia di affrontare concretamente le problematiche nel momento presente ma anche di fornire gli strumenti per superarle e non avere più bisogno di alcun aiuto.
In questo quadro rientrano senza dubbio gli empori solidali, iniziative nate in tempi piuttosto recenti ma già molto diffuse.
Gli empori solidali sono dei semplici negozi, alimentari ma non solo, in cui gli utenti possono fare la spesa normalmente ma gratuitamente.
Vanno a sostituire o a integrare la distribuzione di pacchi alimentari, offrendo in più la dignità di poter scegliere i prodotti da ricevere e restituendo l’esperienza dell’acquisto autonomo.
In alcuni casi la spesa è del tutto gratuita, in altri casi viene invece richiesto un pagamento in crediti tramite una card caricata in base alle reali necessità dell’utente.
Gli empori solidali, in base al tipo di gestione, possono anche sostenere l’economia del territorio, favorire la lotta allo spreco alimentare e incentivare l’economia circolare.
L’obiettivo palese degli empori solidali è quello di lotta alla povertà tramite la distribuzione di prodotti di vario tipo a utenti che vivono situazioni di disagio economico.
Il quadro però è molto più ampio: solitamente gli empori sono coadiuvati da altre attività, a partire dall’ascolto degli utenti tramite il quale l’ente gestore può sì definire quali siano le necessità degli utenti, ma può soprattutto individuare le cause alla base dei problemi economici e intervenire per cercare di risolverle tramite iniziative volte al sostegno e all’inclusione comunitaria, ad esempio incontri formativi, consulenze professionali gratuite, orientamento.
L’accesso all’emporio diventa quindi un mezzo per poter ascoltare e dialogare con l’utenza del territorio e di conseguenza per poter valutare gli interventi idonei per raggiungere la soluzione delle problematiche individuate.
Anche la fruizione stessa dell’emporio, quando gestito con i pagamenti in crediti, risulta avere una funzione pedagogica che può ripercuotersi attivamente sulla vita degli utenti: la gestione dei crediti, la necessità di definire quali prodotti acquistare e quindi di comprendere quali siano le reali priorità, sono azioni che possono aiutare a correggere comportamenti scorretti tenuti e così a migliorare la propria condizione economica.
Gli empori solidali sono solitamente voluti, organizzati e gestiti da organizzazioni no profit, ad esempio associazioni, enti ecclesiastici, cooperative sociali, enti pubblici.
Per avviare un emporio è necessario prima di tutto avere a disposizione un locale da adibire a magazzino e un altro, meglio se annesso o nelle immediate vicinanze, da utilizzare per la distribuzione.
I locali, a seconda dei prodotti da distribuire, devono essere allestiti con scaffali, espositori, banchi frigo o frigoriferi, e potrebbe essere necessario disporre di apposita strumentazione, come banchi di lavoro o affettatrici.
Per quanto riguarda l’hardware necessario i gestionali per la distribuzione più diffusi prevedono che sia l’emporio che il magazzino dispongano di un computer tramite il quale gestire le disponibilità e l’inventario dei prodotti da un lato e il riconoscimento degli utenti, la distribuzione e la movimentazione dei crediti, se prevista, dall’altro.
In aggiunta a questo è certamente utile avere un lettore di barcode sia in magazzino, per il carico e lo scarico dei prodotti, sia in emporio, per la distribuzione.
Altri due apparecchi di aiuto per la gestione sono una stampante di etichette da utilizzare in magazzino per la stampa di codici a barre per quei prodotti che non li hanno e una stampante termica per scontrini non fiscali da utilizzare nell’emporio per completare l’esperienza degli utenti di “acquisto come in negozio”.
Oltre a strutturare i locali è necessario ovviamente stabilire la provenienza dei prodotti da distribuire: l’ente che gestisce l’emporio può acquistarli, riceverli in donazione da privati o enti, organizzare campagne di raccolte e collette alimentari, aderire o instaurare collaborazioni con altre realtà, ad esempio con enti no profit come il Banco Alimentare, con aziende private ed enti pubblici, come supermercati e comuni.
Gli empori solidali distribuiscono principalmente alimenti:
Oltre ai prodotti alimentari spesso vengono distribuite anche altre tipologie:
La scelta dei prodotti da distribuire dipende da diversi fattori:
Un buon gestionale per empori solidali normalmente consente anche di distinguere quali prodotti rendere disponibili in base alla condizione dell’utente e se limitare le quantità distribuibili: una famiglia di adulti, ad esempio, non avrà necessità di pannolini, così come un utente che vive solo non avrà motivo di acquistare 4 litri di olio in un mese!
A seconda di quali tipologie di prodotti verranno distribuite potrebbe essere necessario acquisire una o più licenze o permessi, ad esempio l’HACCP per poter maneggiare prodotti alimentari.
Riepilogando, l’apertura di un emporio solidale prevede:
Per quanto riguarda i locali la checklist è questa:
Come già accennato i prodotti che gli empori solidali distribuiscono possono avere diverse provenienze.
Uno dei modi migliori di rifornire un emporio solidale di prodotti alimentari, per esempio, è di stringere accordi con supermercati e fornitori di zona per ricevere in dono, o a un prezzo competitivo, quei prodotti vicini alla scadenza che potrebbero non essere venduti, oppure quei prodotti già scaduti che possono però essere ancora distribuiti perché perfettamente commestibili e adatti al consumo umano, o ancora quei prodotti che per ragioni estetiche sarebbero scartati dalla catena agroalimentare.
In tal caso gli empori, oltre a realizzare gli obiettivi principali, assolvono anche la funzione di lotta allo spreco alimentare, permettendo di distribuire e quindi utilizzare anche alimenti che altrimenti non verrebbero consumati ma sarebbero destinati a essere eliminati e smaltiti con conseguenti costi economici e ambientali.
Lo spreco alimentare di filiera, in Italia, è pari a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo (Rapporto “Il caso Italia” 2022 di Waste Watcher International): fare in modo di impedire il deperimento degli alimenti, distribuendoli contestualmente a persone in situazioni svantaggiate, permette di migliorare, almeno in parte, questa situazione.
L’economia circolare è un sistema economico che può rigenerarsi da solo, garantendo di conseguenza la sua ecosostenibilità.
Ostacolando lo spreco alimentare gli empori solidali contribuiscono a ridurre i rifiuti e lo smaltimento di questi, favorendo di conseguenza uno schema di economia circolare.
Anche la selezione di fornitori che rispettino la scelta di linee di produzioni sostenibili e di processi produttivi che rientrino nel modello dell’economia circolare è un modo di contribuire al superamento dell’economia lineare che purtroppo è ancora dominante.
È ancora la scelta dei fornitori che può influire anche sull’economia del territorio: gli empori solidali possono rivolgersi ad aziende del posto instaurando collaborazioni e accordi che portino un vantaggio a tutti.
Le aziende locali avranno la possibilità di acquisire un cliente, l’emporio solidale, che possa garantire una certa frequenza di acquisto, e in alcuni casi questo può fare una grande differenza per attività che si trovano in difficoltà.
Allo stesso tempo l’emporio si assicurerà una fornitura di beni di qualità che saranno certamente apprezzati dagli utenti destinatari del servizio.
Come conseguenza indiretta, ma da non sottovalutare, di questo tipo di collaborazione c’è il favorire l’economia locale creando posti di lavoro e contrastando quindi la povertà anche in questo modo.
Non esiste uno standard di gestione degli empori solidali: ogni realtà è diversa e ha le proprie caratteristiche ed esigenze, e in base a queste si può stabilire di optare per una soluzione o per un’altra.
In linea di massima gli empori sono gestiti, come già accennato, da enti no profit grazie al lavoro sia di operatori retribuiti che di volontari che mettono a disposizione il proprio tempo.
Possono essere aperti alcune ore a settimana o tutti i giorni, a libero accesso o su appuntamento. A seguito della pandemia di Covid-19 sono state introdotte anche altre modalità prima poco o per nulla diffuse, come la spesa al telefono o online con consegna a domicilio, oppure la consegna della spesa fuori dal negozio.
La distribuzione può avvenire, come anticipato, tramite pagamento con crediti virtuali o in modo totalmente gratuito.
Gli utenti possono essere ammessi nell’emporio sempre o un numero limitato di volte al mese.
I criteri in base ai quali stabilire le modalità di apertura e distribuzione sono diversi, principalmente:
Un punto certamente in comune tra tutte le realtà resta comunque l’ascolto delle persone che si trovano in difficoltà: grazie a questo è possibile individuare le reali necessità e stabilire se abilitare un utente alla fruizione dell’emporio per un tempo limitato o illimitato, per un certo numero di distribuzioni, per un certo numero di crediti.
Spesso l’ascolto viene coadiuvato dall’acquisizione di altre informazioni, magari documentali, come un ISEE o una copia della busta paga o altro che risulti utile.
In tutti casi un buon software gestionale permette di ottimizzare la gestione dell’emporio solidale in molti modi, sia per quanto riguarda gli utenti, che il magazzino che gli operatori.
Le funzioni principali, nonché le più utili, che un gestionale dovrebbe offrire sono:
Altre funzioni utili, ma meno utilizzate, sono quelle relative a:
In ogni caso è importante definire a priori una prima organizzazione in modo da poter avviare l’emporio con la necessaria tranquillità: eventualmente sarà possibile modificarne l’organizzazione in seguito per rispondere alle esigenze che potranno essere rilevate solo dopo l’apertura.
Se sei interessato a offrire questo tipo di servizio, avendo ormai una pluriennale esperienza in questo settore possiamo esserti d’aiuto e fornirti supporto e consulenza.
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